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Ultima Cena, Leonardo da Vinci [1452-1519]

Ultima Cena
Leonardo da Vinci [1452-1519]

L’Ultima Cena, nota anche con il nome di Cenacolo, dipinta fra il 1494 e il principio del 1498, è considerato il dipinto murale forse più importante al mondo, “cosa bellissima e maravigliosa”, come scrive Giorgio Vasari che, nelle sue Vite dei più eccellenti pittori, scultori ed architettori, parla anche di Leonardo e descrive il Cenacolo.

Pittore, architetto, scultore, ingegnere, inventore, matematico, anatomista, scrittore, Leonardo da Vinci incarna l’ideale uomo poliedrico sognato dal Rinascimento italiano.
Il Cenacolo è forse la testimonianza più completa del suo ingegno multiforme, del suo desiderio di sperimentare, della sua inesauribile curiosità. Nel periodo in cui lavora al dipinto, l’ultimo decennio del Quattrocento, Leonardo è infatti impegnato in studi sulla luce, il suono, il movimento ma anche sulle emozioni umane e sulla loro espressione. Di questi interessi troviamo puntuale riscontro nel Cenacolo, dove, più che forse in ogni altra opera leonardesca, è evidente l’attenzione di Leonardo per la raffigurazione – attraverso posture, gesti, espressioni – di quelli che lui stesso chiamava i “moti dell’animo”.

“Fece ancora in Milano, ne’ frati di San Domenico a Santa Maria delle Grazie, cosa bellissima e maravigliosa; ed alle teste degli Apostoli diede tanta maestà e bellezza, che quella del Cristo lasciò imperfetta, non pensando poterle dare quella divinità celeste, che alla imagine di Cristo si richiede […]”

 
 
Giorgio Vasari, Le vite [1550]

Ultima Cena, Leonardo Da Vinci, dettaglio

Dal settembre 1980 il Cenacolo, insieme alla Chiesa e al Convento Domenicano di Santa Maria delle Grazie, sono stati dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’umanità in quanto “realizzazione artistica unica, di un valore eccezionale universale che trascende tutte le contingenze storiche”. Tra le motivazioni si legge anche che “Il Cenacolo ha esercitato un’influenza considerevole, non soltanto sullo sviluppo di un tema iconografico ma anche sul destino della pittura” e infine: “non è esagerato affermare che la sua realizzazione ha aperto una era nuova nella storia dell’arte”.
Conservare questo delicato dipinto e permettere al pubblico di ammirarlo rappresenta una sfida quotidiana per i restauratori, architetti e storici dell’arte che lo seguono e che collaborano impiegando le migliori tecnologie affinché questo capolavoro sia preservato e trasmesso alle generazioni future.

Titolo Ultima Cena
Autore Leonardo Da Vinci
Data 1495-1498
Tecnica dipinto murale a secco
Dimensioni 460 × 880 cm
Luogo Refettorio di Santa Maria delle Grazie, Milano
Dietro<br>le quinte
MUSEO

Dietro
le quinte

Leonardo non utilizzò la tradizionale tecnica dell’affresco per dipingere la Cena e le lunette, ma scelse un metodo che gli consentisse di lavorare lentamente e di poter così modificare quanto aveva già dipinto.

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Copie e derivazioni della Cena

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