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Crocifissione di Cristo, Donato Montorfano [1460 ca.-1502 ca.]

Crocifissione di Cristo
Donato Montorfano [1460 ca.-1502 ca.]

Sulla parete sud del refettorio è dipinta la Crocifissione di Giovanni Donato Montorfano, che data e firma il dipinto con orgoglio su un blocco di pietra squadrato posto ai piedi della croce. Montorfano è un pittore lombardo, documentato dal 1473 e morto tra il 1502 e il 1503, che qui ci appare come un esemplare rappresentante della più aggiornata cultura pittorica lombarda, la stessa che Leonardo rinnovò radicalmente con la sua presenza.
La Crocifissione, dipinta con la tecnica dell’affresco – a differenza dell’Ultima Cena – ci è giunta in buone condizioni di conservazione. La scena occupa l’intera parete e si svolge all’interno di una semplice cornice architettonica. La rappresentazione apre lo spazio del refettorio sulla visione del Calvario, dove le tre croci scandiscono lo spazio in tre parti.

La composizione è gremita di figure che si dispongono, senza scalarsi in profondità, su un paesaggio di rocce scheggiate. Sul fondo, una città popolata di edifici anticheggianti allude a Gerusalemme. Il racconto si svolge con moltissimi dettagli, ma ogni gruppo è isolato: non c’è dramma e tra le figure minutamente descritte non circola l’aria ad ammorbidirne i contorni rigidi.

“Nel medesimo refettorio, mentre che lavorava il Cenacolo, nella testa dove è una Passione di maniera vecchia, ritrasse il detto Lodovico, con Massimiliano suo primogenito, e dall’altra parte la duchessa Beatrice, con Francesco altro suo figliuolo, che poi furono amendue duchi di Milano, che sono ritratti divinamente.”

 
 
Giorgio Vasari, Le vite [1550]

Crocifissione di Cristo, Donato Montorfano, dettaglio

Dopo che Montorfano aveva completato l’affresco, fu probabilmente Leonardo a dipingere nella parte inferiore i ritratti di Ludovico il Moro, con il primogenito Ercole Massimiliano in basso a sinistra, e della moglie Beatrice d’Este, con il figlio Francesco, sulla destra.

Nel 1568 il biografo Giorgio Vasari scrisse che gli astanti furono “ritratti divinamente” ma oggi, poichè il pittore ha dipinto a secco sulla parete ormai asciutta, il colore si è staccato e di quello che fu probabilmente un capolavoro, possiamo cogliere poco più che un’ombra, dai contorni incerti.

Tuttavia, abbiamo un’idea del loro aspetto e della ricchezza dei costumi dal confronto con la Pala Sforzesca conservata alla Pinacoteca di Brera.
L’opera, che celebra la famiglia ducale, ritrae Ludovico e Beatrice con i due figli ai piedi della Madonna seduta in trono col Bambino e con vari santi.
I duchi di Milano, abbigliati con vesti ricchissime, sono infatti inginocchiati a mani giunte nella stessa posizione scelta da Leonardo.

Dettaglio, Madonna in trono con il Bambino, Dottori della Chiesa e la famiglia di Ludovico il Moro (“Pala Sforzesca”), Maestro della Pala Sforzesca, 1494-1495 (Pinacoteca di Brera, Milano)

Titolo Crocifissione di Cristo
Autore Donato Montorfano [1460 ca.-1502 ca.]
Data post 1495
Tecnica affresco
Luogo Refettorio di Santa Maria delle Grazie, Milano
Santa Maria delle Grazie
DENTRO IL CENACOLO

Santa Maria delle Grazie

Il luogo dove Leonardo da Vinci e Donato Montorfano dipinsero i loro capolavori era il luogo dove i frati domenicani di Santa Maria delle Grazie si incontravano per mangiare, pregare e meditare durante i loro pasti.

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ORARI

martedì – domenica
08.15 – 19.00
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chiuso tutti i lunedì

PRENOTAZIONI

la prenotazione è obbligatoria per garantire la conservazione del dipinto, l’ingresso è
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INFO

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(Lun-Sab, 8.00-18.30)